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Il
fattore economico e la struttura sociale della popolazione hanno
determinato nel tempo la razionalizzazione dell'uso del territorio
e dell'abitato. Poiché l'occupazione prevalente era costituita
dall'agricoltura e dall'allevamento, la popolazione carsica ha dovuto
con fatica modificare questa zona, caratterizzata da aree particolarmente
sassose e inizialmente inutilizzabili: queste sono le motivazioni
per cui vennero privilegiati usi territoriali di tipo produttivo,
piuttosto che per insediamenti abitativi.
L'edificazione è così situata ai margini delle proprietà
fondiarie, mentre la configurazione tipica dell'insediamento carsico
è costituita da un agglomerato
compatto, con vie strette e gli isolati
che seguono la conformazione orografica del terreno.
Per quanto riguarda i borghi nell'area collinare, la loro origine
risale all'epoca feudale. La strada di collegamento tra i vari insediamenti
ha una prima origine romana, che riprese il percorso già
delineato dai castellieri; successivamente, questo collegamento
venne riutilizzato come percorso interno alla proprietà del
feudo pertinente il castello
di Duino: è in questo periodo, lungo questa strada, che
sorsero i primi nuclei di Ceroglie,
Malchina
e S. Pelagio,
come insediamento di coloni.
La strada si allargava in corrispondenza degli abitati, divenendo
così piazza: infatti, si esplica sempre con forme allungate
e i due capi sono l'ingresso e l'uscita dell'insediamento. La particolarità
della piazza, come spazio pubblico, era determinata dalla presenza
di un pozzo e il tiglio: qui si svolgevano le riunioni del consiglio
degli anziani, deputato a prendere decisioni pertinenti la comunità.
La chiesa, spesso affiancata dal cimitero, era inizialmente collocata
ai margini dell'abitato; l'insieme era delimitato da un muro-recinto,
di cui oggi non rimane traccia; nel XIX secolo, nei pressi della
chiesa, vennero costruite le canoniche.
Il tessuto urbano di questi insediamenti presenta forme poligonali,
suddivise sul territorio senza un ordine preciso, se non quello
orografico. Considerando l'orientamento degli edifici e la composizione
delle facciate, si denota l'importanza assoluta riservata alla corte:
infatti, questa era il luogo di lavoro e di incontro familiare,
ed è sempre posizionata in modo da avere il massimo dell'esposizione
solare.
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Il
materiale di costruzione prevalente nell'architettura carsica è
la pietra, mentre la tipologia degli edifici si distingue nei due
sistemi di case a corte
e case a schiera.
L'architettura di questi edifici è caratterizzata anche dalla
rigidità del clima, in particolare per effetto del forte
vento denominato "bora":
per questo motivo, vi sono in genere poche aperture verso l'esterno,
di piccole dimensioni e orientate sottovento. Ma la particolarità
di queste architetture sta nel loro complesso "urbano",
nell'aggregazione degli edifici, nella duttilità e originalità
della composizione. L'architettura carsica rurale si è evoluta
attraverso tre fattori: l'ambiente
naturale, la condizione
economica, il grado
sociale e culturale.
Lo
studio di B. Nice del 1940, definisce la casa
carsica come costruzione di tipo sud-europeo,
con abitazione e rustico affiancati allo stesso edificio. La casa
tipica, era inizialmente di tipo monocellulare, ad un solo piano:
costruita senza fondazioni, la casa veniva costruita direttamente
sulla roccia con blocchi di pietra calcarea o arenaria, squadrati
in modo grossolano e legati con malta fatta di terra rossa e poca
calce. Le pietre della struttura muraria rimanevano a vista, senza
uso dell'intonaco. Il tetto a due falde era costruito con lastre
di calcare sovrapposte a scaglie: questo tipo di copertura è
ancora visibile in pochi edifici, mentre nella maggior parte dei
casi è stato sostituito da coppi. La prima evoluzione della
casa carsica
è rappresentata dall'aggiunta del primo piano, dove vennero
collocate le stanze da letto a cui si accedeva attraverso una scala
interna. In questo periodo, nel tipo più arcaico di abitazione
a due piani, venne adottata la soluzione del focolare esterno, elemento
tipico nell'architettura veneta e ancora visibile nei casoni della
laguna. Il focolare venne collocato a ridosso del muro perimetrale,
costruito e coperto da scaglie sovrapposte in pietra, sormontato
da un grosso camino.
Gli
abitanti dell'area carsica non erano muratori e si avvalevano dell'operato
dei vicini friulani, i quali importarono qui elementi tipici dello
stile friulano come il ballatoio in legno. Tale struttura era dettata
anche a seguito di nuove funzioni richieste dall'attività
agricole, così divenne sempre più frequente l'utilizzo
del ballatoio a cui si accedeva attraverso una scala esterna in
pietra. Successivamente, vennero realizzate delle grondaie in pietra
che convogliavano l'acqua piovana in pozzi cisterna. Con il cambiamento
delle condizioni sociali e culturali, venne introdotto l'uso dell'intonaco,
sia sulle murature esterne che quelle interne; in alcuni casi, il
ballatoio venne trasformato in una loggia di stile veneto e il focolare
esterno venne sostituito da una canna fumaria.
L'introduzione della casa con pianta
a "L", coincise con una migliore
generale disponibilità economica; sui due lati liberi veniva
costruito un alto muro in pietra che racchiudeva la corte interna,
cui si accedeva tramite un ampio cancello. Gli elementi costruttivi
sono così identificabili attraverso forme molto semplici,
su cui spiccano elementi scultorei e particolari decorativi di pregio;
altri elementi caratterizzanti sono i portali in pietra di ingresso
alle case a corte, le vere da pozzo, i vistosi camini.
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