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Il Carso triestino è un mondo tutto da gustare e da scoprire
seguendo le indicazioni delle frasche, mazzi verdi di erbe spontanee
che vengono posti in posizione strategica, vicino alle "osmizze"
per segnalare l'osmizza stessa.
Ma
cos'è l'osmizza? Un mondo
fatto di delizie alimentari, molto agreste e genuino, dove si possono
gustare il vino locale (Terrano e
Vitovska soprattutto) e i sapori
intensi dei prodotti "di casa": salumi e formaggi, sottili
fettine d'arrosto, uova e pane casereccio.
L'osmizza prende il nome da osem,
"otto" in sloveno, e nasce dalla consuetudine di vendere,
tradizionalmente per otto giorni, i prodotti dell'agricoltura e
dell'allevamento: quindi vino ma anche pancette, salami, prosciutti,
ossocollo, porcina con il kren e formaggi (Tabor
soprattutto).
Oggi le osmizze durano in genere
un mese.
Sono tante, sparse per tutta la provincia triestina, e il loro periodo
migliore sono la primavera e l'autunno.
Ogni osmizza offre prodotti diversi;
si ci accomoda sulle panchine, all'aperto o in cantina, davanti
a tavolacci in legno grezzo e si gustano le delizie della casa.
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L'osmizza è un luogo accogliente,
divertente e informale, dove si chiacchiera ad alta voce e si coinvolgono
i vicini di tavola in discussioni varie (soprattutto dopo qualche
bicchierino di troppo). C'è anche la possibilità di
cantare, rispolverando il vasto repertorio di canzoni triestine.
Il Terrano provvede, comunque, a
fare in modo che le canzoni, dopo un pò, si assomiglino tutte.
L'unico problema è il ciclo di apertura e chiusura delle
osmizze, sempre piuttosto variabile.
Accanto alla denominazione dell'osmizza,
quindi, troverete, oltre all'indirizzo, anche il numero di telefono.
Per accertarvi dell'apertura e per evitare di rimanere a bocca asciutta.
Buon divertimento, allora, e buone bevute.
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