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Il Timavo (Reka) è il fiume
del Carso, un fiume misterioso e affascinante, di cui non si conosce
ancora perfettamente il corso sotterraneo. Il Timavo
nasce alle pendici del Monte Nevoso,
in Croazia e dopo circa quaranta chilometri precipita in una grande
voragine nei dintorni del paese di Vreme,
in Slovenia. Da qui il fiume inizia il suo percorso "fantasma",
sotto il duro calcare del Carso.
Lo
si ritrova, a 250 metri sotto terra, nelle spettacolari Grotte
di San Canziano (Skocjanske jame), nell'Abisso
dei Serpenti, nell'Abisso di Trebiciano,
dove scorre a 329 metri di profondità, e nel Pozzo
dei Colombi, poco a monte della Chiesa
di San Giovanni di Duino.
Qui il Timavo, con una voce potente
e roboante, fa sentire tutta la sua forza. Gli abissi presentano
una panoramica spettacolare sul fiume sotterraneo e sul fascinoso
mondo ipogeo del Carso. Una visita alle quattro "finestre"
sul Timavo sotterraneo può
offrire un punto di vista esclusivo, unico e avvincente sulle peculiarità
del territorio carsico.
Dopo quaranta chilometri nascosto nelle viscere della terra il Timavo
riappare, con tre sorgenti, in tutta la sua tranquilla bellezza,
a San Giovanni, nel Comune
di Duino-Aurisina, a circa due chilometri dal punto in cui
si tuffa nel mare. Alle sue spalle 87 chilometri di viaggio, di
cui poco più della metà in superficie.
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Il Timavo, il fiume
sotterraneo, nasconde però altri misteri. Nel corso dei secoli
i punti di riaffioramento in superficie sono cambiati. Ce lo confermano
anche gli scritti dei secoli passati. "Il Timavo vi ha un porto,
un bosco sacro bellissimo e sette bocche, con sette corsi che confluiscono
in un solo fiume, largo e profondo", scriveva nel I secolo
a.C. il geografo greco Strabone. Nel primo libro dell'Eneide, invece,
Virgilio ricordava che "onde con vasto mormore dal monte va
quel dirotto mar per nove bocche e risonante allaga le campagne".
Si ritorna a sette bocche nel 1556 quando il vescovo Andrea Rupicio
scriveva: "ecco gli stagni del Timavo;
donde bello a vedersi fresche e cristalline da sette gorghi fuor
sboccano le acque".
Accanto alle tre bocche del Timavo,
si possono visitare anche la chiesa gotica di San
Giovanni in Tuba, all'interno della quale si possono ammirare
i resti di una basilica paleocristiana, la Grotta
del Dio Mitra e un sito archeologico, scoperto nel 1976, con
i resti di un edificio romano.
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