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L'abitato
di S. Pelagio è sicuramente
il più pittoresco del Carso triestino. Le sue origini sono
molto antiche, come testimonia una lapide romana rinvenuta nel XVIII
secolo, e viene spesso citata in altre documentazioni storiche.
La chiesa, dedicata a S. Pelagio e costruita nel XV secolo, è
situata in una posizione molto panoramica: l'area antistante l'ingresso,
sistemata a prato è orientata verso il golfo e da qui si
gode la vista del castello
di Duino, mentre nelle giornate particolarmente limpide l'orizzonte
si estende fino alla laguna di Grado.
Di fianco si trova una vera da pozzo con i tipici tigli; fino agli
inizi del XX secolo, l'ambito della chiesa era circondato dal tipico
muro-recinto come da tradizione locale, di cui ora ne rimane solo
il lato dove è posizionato il campanile.
Attorno la chiesa è distribuito l'abitato con edifici che
hanno mantenuto l'aspetto tipico delle case carsiche; tra gli edifici
più importanti per la tipicità architettonica, si
citano: l'ex Casa Canonica, edificio
a pianta rettangolare su due piani con un architrave in arenaria
datato 1556; la casa Rosmina con
il ballatoio esterno; le case Peric
e Skerk con le zone rustiche separate
da quelle abitative.
L'abitato è immerso nella natura, caratterizzata da ampi
pascoli e vigneti; a breve distanza, attraverso la strada carrabile
o usando i vecchi sentieri, si giunge alla piccola frazione di Prepotto:
in questo borgo troviamo ancora una forte presenza della tipicità
dell'architettura rurale, tra cui spicca una casa realizzata interamente
in pietra e un edificio che ha conservato, nelle operazioni di restauro,
le tipiche grondaie in pietra inclinate verso il pozzo per la raccolta
dell'acqua piovana.
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