L'abitato
di Ceroglie, situato alle pendici
del Monte Ermada a ovest di Malchina,
viene citato per la prima volta nel 1305 in un contratto di compravendita,
ma l'esistenza del castelliere omonimo fa presumere l'esistenza
di un insediamento molto più antico; Ceroglie
viene poi riportato nel libro paga di Duino
nel 1494 con il nome Zivolach (cervo). L'impianto planimetrico è
di tipo lineare e si sviluppa lungo la strada che collega Malchina
a Sistiana.
Nonostante i danni subiti durante i due conflitti mondiali, presenta
ancora le caratteristiche degli abitati rurali, come la chiesa dei
SS. Cirillo e Metodio consacrata
nel 1588 e le tipiche costruzioni in pietra.
Il piccolo borgo di Ceroglie (Cerovlje)
è situato in una bella vallata dove i campi coltivati, i
vigneti e la landa carsica la fanno da padrone. Il paese fu distrutto
prima durante la Prima Guerra Mondiale e poi, per rappresaglia,
dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Le case si trovano proprio ai piedi del monte Ermada, zona di feroci
combattimenti durante la Grande Guerra. Un territorio che oggi è
una sorta di museo a cielo aperto, ricca di resti e reperti. Si
può visitare, ad esempio, la Grotta
dell'Ospedale, usata all'epoca come ricovero per le truppe,
raggiungibile dalla cima della collina. Tutt'intorno trincee, ancora
ben visibili, nidi di mitragliatrice, ricoveri e punti d'osservazione.
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